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Siracusa, Nuovo ospedale: dopo il nulla di fatto in Consiglio comunale, l’ira dell’opposizione: “amministrazione incapace”

Palazzo Vermexio decide di non decidere in merito all’area in cui realizzare il nuovo ospedale del capoluogo. Il Consiglio comunale ha votato per il rinvio del dibattito durante la seduta di ieri dopo che sulle quattro aree proposte è stata chiesta chiarezza, solo poi il civico consesso potrà realmente compiere la sua scelta.

Tre aree proposte dal Comune – Tremmilia, Strada per Canicattini, Pizzuta-Epipoli – a cui si aggiunge l’ex Onp, avanzato dalla commissione Urbanistica, idea subito “bocciata” dall’Asp, che in quell’area sta realizzando la Cittadella della Salute e che ha anche fatto notare la presenza di un vincolo della Soprintendenza. Prossimo appuntamento in aula il 2 agosto, probabilmente. Ma intanto il deputato regionale Vincenzo Vinciullo esplode tutta la sua rabbia e questa mattina, durante la conferenza stampa tenuta assieme ai consiglieri comunali Salvo Castagnino e Fabio Alota, lancia nuovamente l’allarme: seriamente a rischio il finanziamento.

I soldi ci sono, insomma, ma dopo due mesi di lavoro in commissione l’aula non ha esitato la proposta (peraltro in Consiglio sono arrivate quattro proposte quando ne sarebbe dovuta arrivare una soltanto) e per questo Vinciullo e i suoi chiedono le dimissioni di sindaco e amministrazione: “l’area c’è, tra la Pizzuta ed Epipoli, il project financing non è mai esistito… lancio una sfida al Comune: incontriamoci, dove volete”.

Sul tema interviene anche Progetto Siracusa che, con una nota firmata dal portavoce Ezechia Paolo Reale e del coordinatore cittadino Carmen Perricone, critica l’incapacità ad affrontare e risolvere un problema così importante. “È responsabilità dell’Amministrazione intraprendere strade possibili – sottolineano – Si è scelto, invece, un vicolo cieco che, di rinvio in rinvio, allontana ogni giorno di più l’obiettivo. Questa amministrazione conferma di essere pasticciona ed arrogante, incapace perfino di riconoscere i propri errori, che faranno perdere altro tempo prezioso alla realizzazione, indispensabile ed urgente, del nuovo ospedale”. 

Il segreterio provinciale Udc e assessore al Bilancio del Comune, Gianluca Scrofani, ritiene invece l’area dell’ex Onp la scelta migliore. “Dispiace apprendere la posizione dell’asp solo a mezzo stampa – insiste – Il Consiglio comunale tutto ha dimostrato un grande senso di responsabilità e senso della misura quando in ballo ci sono risparmi per 14/16 milioni di euro di espropri, giusto valutare possibilità su aree di proprietà pubblica. condividendone pienamente la scelta di rinviare la discussione riteniamo comunque che il Consiglio il 2 agosto debba individuare l’area per fare in modo che si possa convocare la necessaria conferenza dei servizi con gli attori protagonisti delle scelte. La valutazione dell’area da destinare al nuovo ospedale assume una importanza assoluta e l’individuazione delle eventuali criticità tecniche ed il superamento delle stesse sono un atto dovuto nei confronti della cittadinanza. Restiamo fortemente convinti che la Pizzuta sia geograficamente strategica e le eventuali risorse economiche destinate agli espropri darebbero certamente una soluzione oggettiva agli interventi di riqualificazione attesi da troppi anni e divenuti ormai urgenti“.

La mancanza del numero legale al momento della votazione della proposta di convenzione con Priolo per l’istituzione di una linea turistica, ieri, ha determinato il rinvio della seduta consiliare, in seconda convocazione, alle 18,30 di stasera. L’assise, nella prima parte, è stata interamente dedicata alla trattazione della proposta avente ad oggetto “L’orientamento urbanistico per la localizzazione del nuovo ospedale”, l’individuazione cioè dell’area che dovrebbe ospitare la nuova struttura sanitaria.

Il Consiglio era chiamato a valutare la fattibilità della realizzazione dell’opera, oltre che nell’originaria area della Pizzuta, in altre nuove aree, due delle quali, peraltro, già individuate dal settore Pianificazione territoriale del Comune: la prima in contrada Tremmilia, la seconda lungo la strada per Canicattini. A queste si è aggiunta la quarta opzione, l’area ex “Onp”, individuata dalla Commissione Urbanistica ed oggetto di uno specifico emendamento alla proposta originaria. Su quest’ultima scelta, peraltro, era anche intervenuta l’Asp con una nota ai presidenti del Consiglio e della I Commissione definendola “non praticabile”.

Il civico consesso, al termine di un lungo dibattito, ha accolto l’invito del presidente Armaro e votato a maggioranza il rinvio della proposta agli uffici per un’integrazione tecnica. Era stato il consigliere Salvo Castagnino, preliminarmente, a chiedere il supporto degli uffici per “L’anomala metodologia di trattazione del punto, atteso che la proposta portata in Consiglio offriva diverse opzioni di scelta, ma non dava alcuna valutazione tecnica alle stesse”. Castagnino, che la lamentato l’assenza in aula del Sindaco e dell’assessore al ramo, ha poi chiesto il ritiro della proposta, atteso che “il Consiglio non è messo in condizione di votare per la carenza di relazione tecnica a supporto. L’unica area dove costruire è quella già individuata nel Prg”.

Per il segretario generale, Danila Costa, il “metodo è regolare, anche se la proposta è anomala, attesa la mancanza di una valutazione tecnica: il Consiglio può votare, assumendosi però la responsabilità del voto e motivando la scelta”; per l’avvocatura dell’Ente, il dirigente Salvatore Bianca ha esplicitato come la fattispecie in oggetto sia una “scelta tecnica discrezionale del Consiglio anche se, nel caso in esame, la proposta risulta priva di una valutazione tecnica a supporto della scelta da fare. Argomento trattabile, quindi, ma soggetto ad eventuale azione di responsabilità: il Consiglio può anche votare – ha ribadito Bianca – ma la scelta che verrà fatta presuppone che il consesso sia in grado, tecnicamente, di sopperire alla mancanza di una relazione tecnica, con conseguente assunzione di responsabilità”.

Nel successivo dibattito sono intervenuti i consiglieri Acquaviva, Sorbello, Palestro e Milazzo, chiedendo tutti il ritiro del punto. Se per Acquaviva “il ritiro deve servire per portare in Consiglio una proposta condivisa da tutti i soggetti istituzionali coinvolti ed al termine di una conferenza dei servizi sull’argomento”, per Sorbello “al fatto tecnico del ritiro del punto si aggiunge un altro elemento da chiarire, atteso che risulta inusuale l’intervento dell’Asp a poche ore dal Consiglio”. Argomento rilanciato da Palestro che ha ricordato all’aula come “La lettera dell’Asp, oltre che inusuale, coglie tutti di sorpresa: nell’ultima audizione non si era fatto alcun cenno all’indisponibilità dell’Azienda nei confronti dell’area dell’ex Onp”; e da Milazzo che ha parlato di “Intervento a gamba tesa dell’Asp che nella riunione del 31 maggio non aveva avanzato alcuna obiezione e che adesso prende posizione ma non indica altri percorsi”.

Gli altri contributi. “la valutazione tecnica degli uffici per individuare la migliore area, lede di fatto una prerogativa del Consiglio”: lo ha detto nel suo intervento il consigliere Moscuzza, aggiungendo che “la trasmissione all’aula di una proposta con una sola area non è fattispecie ipotizzabile”.

Discussione sul nulla. Si sta perdendo solo tempo”: lo ha detto il consigliere Di Lorenzo, proponendo all’aula “un Consiglio comunale permanente, senza gettoni, fino a quando non verrà individuata l’area dove costruire il nuovo ospedale”. L’idea di una sessione “no stop” è stata rilanciata anche dal vice presidente del Consiglio, Impallomeni, per il quale “siamo di fronte ad una scelta strategica per la città, per la quale occorre il coinvolgimento collegiale della burocrazia dell’Ente, del Consiglio ma anche della politica. Il punto va ritirato e riproposto con una relazione tecnica che ci guidi nella scelta. Non possiamo correre il rischio di perdere un finanziamento o subire un contenzioso”.

Per la trattazione del punto “essendocene tutti i presupposti” si sono invece espressi i consiglieri Firenze e Formica. Per il primo “in Commissione Urbanistica sono stati resi tutti i chiarimenti richiesti dai componenti, ci sono state diverse audizioni con i vertici burocratici, e sono state fornite tutte le valutazioni tecniche rispetto alle singole aree. E la Commissione ha anche incontrato l’Asp: la proposta è quindi trattabile, arbitro finale è il Consiglio e noi oggi vogliamo individuare l’area dove far sorgere il nuovo ospedale”.

Per il consigliere Formica “l’Asp è entrata nel merito di competenze non sue. La nota trasmessa al Comune non dice nulla, solo che l’area “ex Onp” non è gradita. Ma ricordo all’aula che il Consiglio può esprimersi favorevolmente se la ritiene la migliore possibile. E che quell’area sia la migliore possibile ce lo siamo detti in Commissione e siamo pronti a ribadirlo adesso. C’è un parere di conformità agli strumenti urbanistici, e da ingegnere posso dire che è la migliore scelta sotto il profilo della viabilità futura, dell’economicità e della mera opportunità. La proposta è votabile ed il Consiglio è in grado di farlo”. È toccato al consigliere Castelluccio chiedere un rinvio a breve, per giungere in aula con una proposta motivata ed integrata dai pareri richiesti. Proposta fatta propria dal presidente Armaro che l’ha messa ai voti e che è stata approvata dall’aula.


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