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Siracusa, Operazione “Case chiuse”: guadagnavano 4 mila euro al mese dallo sfruttamento della prostituzione

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Questa mattina, Agenti della Polizia di Stato in servizio alla Squadra Mobile, coadiuvati da ulteriore personale di rinforzo tratto dalla Questura e dal Reparto Prevenzione Crimine di Catania, hanno eseguito le ordinanze di applicazione di misura cautelare personale emesse dal Gip del Tribunale di Siracusa, su richiesta della Procura della Repubblica di Siracusa, nei confronti di Davide Formisano, nato a Siracusa il 25 agosto 1969, Vincenzo Magliocco, nato ad Avola il 17 gennaio 1949 e Franca Petrino, nata a Siracusa il 18 aprile 1952.

I soggetti sono gravemente indiziati del reato p. e p. dagli artt. 110 c.p. 3 comma 2° n.8 e 4 comma 1° n.7 L. 75/1958, in quanto, avendo la disponibilità di diversi immobili siti in Siracusa e concedendoli in locazione a svariate prostitute a condizioni diverse da quelle abituali di mercato e consone alle esigenze dell’attività di costoro, pretendendo prezzi per dette locazioni al di fuori di quelli di mercato, prezzi calcolati in ragione dell’utilizzo illecito degli appartamenti e conteggiati in base alle giornate di potenziale attività lavorativa, pari a 50 euro al giorno per ciascuna persona dedita alla prostituzione, avrebbero sfruttato la prostituzione delle persone conduttrici dei propri immobili, partecipando ai guadagni di costoro in misura superiore a quella delle controprestazioni rese.

L’indagine in argomento, svolta dalla Sezione – Contrasto al Crimica Diffuso, Stranieri e Prostituzione dalla Squadra Mobile con il coordinamento della Procura della Repubblica di Siracusa, veniva avviata nell’aprile del 2014 a seguito di specifica attività info-investigativa, scaturita da notizie acquisite in via fiduciaria, secondo le quali a Siracusa era operante una organizzazione che, grazie alla disponibilità di diversi immobili situati nel capoluogo, concedeva in locazione gli appartamenti a ragazze sud-americane o dell’est Europa che vi esercitavano all’interno l’attività di prostituzione, conseguendo lauti guadagni.

Le attività tecniche avviate nel corso dell’indagine permettevano di riscontrare lo svolgimento della predetta attività illecita, grazie alla individuazione delgi immobili in cui veniva esercitato il meretricio; in particolare, si evidenziavano le figure di Vincenzo Magliocco e della moglie Franca Petrina, i quali, sistematicamente, concedevano in locazione gli appartamenti di loro proprietà a donne dedite alla prostituzione, con la consapevolezza di trarre dai relativi rapporti contrattuali ingenti guadagni, del tutto sproporzionati rispetto a quelli conseguibili alle normali condizioni di mercato, proprio in virtù dell’attività di prostituzione che si esercitava all’interno.

Con modalità analoghe operava l’altro principale indagato della presente indagine, ovvero Davide Formisano, il quale, metodicamente, si presentava negli appartamenti dove erano alloggiate le donne che si prostituivano, e cercava di convincerle a lasciare la casa attuale per trasferirsi in quelle di sua proprietà, prospettando diversi vantaggi, a partire da quelli economici.

Secondo quanto emerso nei mesi d’indagine, il sistema appena descritto avrebbe consentito ai due principali indagati, Magliocco e Formisano, di ricavare in media 1.500 euro al mese, per ogni inquilina, alla quale veniva chiesto il pagamento di circa 50 euro al giorno. Al fine di incrementare al massimo i guadagni, alcuni immobili sarebbero stati suddivisi in 2/3 mini appartamenti, in modo che vi alloggiassero più donne. In tal modo, un immobile che alle normali condizioni di mercato avrebbe fruttato un canone di locazione di 400/500 euro al mese, avrebbe permesso ricavi fino a 3.000/4.000 euro mensili.

Con la medesima ordinanza apllicativa della misura cautelare personale emessa a carico degli indagati, il Gip presso il Tribunale di Siracusa ha disposto, inoltre, il sequestro preventivo ex art. 321 c.p. degli immobili utilizzati ai fini dello sfruttamento della prostituzione: appartamento in viale Teracati 130, terzo piano; appartamento sito in viale Scala Greca 287, secondo piano; Immobile con destinazione commerciale in via A. Scilla 39/41; Due appartamenti in viale Paolo Orsi 39, primo piano; Appartamento in via dell’Arsenale 1, piano terra; Appartamento in via dell’Arsenale 1, secondo piano e, infine, un appartamento in via Silvio Pellico 3, primo piano.