“Non poggia su plinti in cemento ma su strutture preesistenti e, dirò di più, il Plemmirio ha rinunciato a costruire altri trecento metri di pertinenza”. L’ex rappresentante del Consorzio che gestisce l’Area marina protetta del Plemmirio, Nuccio Romano, tiene a precisare che i fabbricati dell’Amp e il corridoio di collegamento tra i due sono autorizzati e pienamente in regola.
Il corridoio è stato realizzato su progetto del professore Luigi Alini della facoltà di Architettura che utilizzò materiali ecosostenibili arrivati “da ogni parte del mondo” – ricorda Romano con un sorriso – proprio a Siracusa, montando tutto in un giorno, senza utilizzare cemento armato ma legno lamellare.
Il professore tenne pure un seminario dal titolo “Wood Entrance – Il nuovo collegamento in X_LAM del consorzio Plemmirio” al quale invitò i colleghi per discutere del metodo di lavoro adottato, l’integrazione delle competenze disciplinari, il dialogo tra formazione e professione, le tecnologie costruttive, la sostenibilità e l’assemblaggio a secco con tanto di documentazione grafica e fotografica delle fasi operative
Ma c’è di più: “all’interno dell’area di nostra competenza – aggiunge – c’era una torretta che demolimmo per non occludere la vista mare. Nel progetto di ristrutturazione era previsto e approvato, nella zona in cui vi sono le mattonelle bianche, la costruzione di una struttura di 300 mq che doveva ospitare l’acquario e gli uffici. Ma mi rifiutai e ci siamo tenuti solo le vecchie case ristrutturate. Anche perché lì sì che avremmo dovuto utilizzare i plinti in cemento armato”.
Tutti i lavori svolti per le strutture (comunque di proprietà del Ministero dell’Ambiente) sono stati realizzati nominando Rup (responsabile unico del procedimento) funzionari del Comune stesso, mentre nella sala convegni la Soprintendenza – nella persona di Lorenzo Guzzardi – seguì tutte le operazioni e gli scavi per circa un anno, tanto da trovare e ricoprire i reperti trovati, che oggi sono visibili e delimitati.
Il Consorzio Plemmirio, peraltro, si era schierato contro il bando di concessione d’uso a privati dell’area ex Piazza d’Armi del castello Maniace, indetto dall’Agenzia del Demanio, e presentò un formale ricorso gerarchico. In estrema sintesi, documenti e planimetrie alla mano, rilevava che l’avviso di gara “incorre nel vizio della contraddittorietà tra più atti” nello specifico l’avvenuta consegna il 26 febbraio 2013 con cui l’Agenzia del Demanio, direzione regionale Sicilia, consegna il bene immobile statale al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, quale sede degli uffici delegati alla gestione dell’Amp protetta Plemmirio. Un’area che comprende anche, nel dettaglio, 2.422 metri quadri di superficie scoperta, assegnate per le funzioni connesse alla gestione dell’area marina e che non possono pertanto legittimamente essere destinate ad altri usi. Del ricorso non si seppe più nulla, il bar è quasi pronto.
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