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Siracusa, Riapre la chiesa dei Cavalieri di Malta. Domani inaugurazione con il concerto di Salvatore Di Giorgio

Un concerto per chitarra di Salvatore Di Giorgio per l’apertura al pubblico della ristrutturata chiesa dei Cavalieri di Malta in Ortigia. L’appuntamento è per domani, venerdì 13 settembre alle 18.30. Saranno presenti il sindaco, Giancarlo Garozzo e l’assessore al Centro storico, Francesco Italia.

Stamani la struttura è stata aperta in anteprima per i giornalisti. Nel corso della conferenza stampa l’assessore Italia ha parlato “Di un altro spazio nel centro storico del quale la città si riappropria, non in maniera statica ma dinamica, visto che la struttura sarà destinata ad ospitare eventi che rivitalizzeranno ulteriormente questo angolo di Ortigia”.

L’origine della chiesa è legata alla venuta dei cavalieri di S. Giovanni a seguito della caduta di Rodi ad opera dei Turchi risalente al 1529; essi fissarono la propria dimora a Siracusa prima di passare alla definitiva residenza maltese.

Si ignorano i nomi del progettista e dell’esecutore della chiesa, si hanno invece notizie sicure della ricostruzione avvenuta dopo il terremoto del 1693. Nel 1768, come si leggeva sulla lapide posta all’interno (probabilmente conservata presso i magazzini della Galleria Bellomo a seguito del restauro effettuato nel 1985), furono intrapresi i lavori che modificarono completamente la facciata e l’assetto interno coprendo con stucchi e gesso la navata e il soffitto. Promotore del restauro fu il Cavaliere di Malta Fra Diego Gargallo, progettista Carmelo Bonaiuto, esecutori: Luciano, Gaspare, Gaetano e Saverio Alì.

Dopo l’unità d’Italia la chiesa fu sconsacrata e divenne proprietà demaniale, fu ceduta alla società operaia Archimede che la utilizzò come scuola serale e successivamente, comprata da privati, fu trasformata in segheria.

Con i restauri del 1985 è venuto meno l’apparato decorativo barocco interno e sono stati messi in luce alcuni elementi originali: gli archi, la cornice che attraversa tutta la navata e soprattutto le otto capriate lignee che poggiano su sostegni recanti incisioni con simboli dell’Ordine del Santo Sepolcro.
La chiesa è stata utilizzata anche come aula universitaria fino a quando non è stata dichiarata inagibile.


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