In tendenza

Siracusa, Rifiuta la fine del rapporto con la ex compagna: stalker arrestato due volte in poche ore dai Carabinieri

Nella serata del 16 ottobre i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia CC di Siracusa (SR) hanno tratto in arresto nella flagranza del reato di atti persecutori (c.d. “stalking”) Belfiore Carlo, pregiudicato siracusano di 47 anni.

L’uomo, recatosi presso l’abitazione di una donna alla quale in passato è stato legato da relazione sentimentale, in evidente stato di abbrezza alcolica ha cominciato ad insultarla proferendo frasi ingiuriose e lesive del suo decoro, addebitandole la fine del rapporto di convivenza, fine a cui il Belfiore non è mai riuscito a rassegnarsi definitivamente.

Proprio il carattere estremamente geloso e possessivo del Belfiore, unitamente ai suoi comportamenti violenti ed oppressivi, avevano fatto maturare nella donna l’idea di troncare definitivamente circa un anno e mezzo addietro la loro relazione e tornare a vivere con l’ex convivente. Questa decisione, come ricostruito dai militari dell’Arma in seguito al primo arresto in ordine temporale, ha dato origine ad una serie di reiterati comportamenti persecutori da parte del Belfiore nei suoi confronti, costituiti da pedinamenti, telefonate ed sms dai toni minacciosi, vessazioni ed improvvise incursioni nell’abitazione della vittima, finalizzati ad obbligare la donna a ripristinare il rapporto sentimentale preesistente.

Questo quadro di violenza di genere così ricostruito, mai denunciato dalla vittima sino a ieri sera, ha ingenerato nella stessa un perdurante stato di ansia e timore non solo per l’incolumità personale ma soprattutto per quella dei familiari, in primis le due bambine avute dall’attuale convivente. Convivente che ieri sera era presente all’atto dell’aggressione e che ha finito per divenire anch’egli vittima allorquando si è visto minacciato dal Belfiore, il quale gli intimava con un coltello da cucina di non provare ad assumere alcuna difesa della donna poiché la stessa era stata e doveva rimanere una sua esclusiva proprietà, quasi fosse un oggetto.

Per i motivi di gelosia i due si erano già in passato affrontati; in particolare, un litigio agli inizi di settembre 2013 aveva richiesto l’intervento dei Carabinieri di Siracusa che avevano proceduto all’arresto di entrambi per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità.

Ieri, invece, di fronte alla veemenza ed alla rabbia esternate dal Belfiore, il convivente non ha tentato alcuna reazione evitando, da un lato, che la situazione degenerasse ulteriormente e consentendo, dall’altro, che la donna approfittasse di un momento di distrazione durante il litigio per richiedere telefonicamente l’intervento dei Carabinieri. Giunti sul posto i militari hanno proceduto all’arresto del Belfiore per atti persecutori su disposizione della competente Autorità Giudiziaria e lo hanno riaccompagnato presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari.

Trascorsa una sola ora dall’applicazione della misura restrittiva il Belfiore, ancora in evidente stato di alterazione emotiva, incurante di quanto successo, dopo essersi cambiato i vestiti, è uscito dalla propria abitazione con l’intento di raggiungere nuovamente l’abitazione della vittima per reiterare la condotta persecutoria e vendicarsi dell’arresto subito. Fortunatamente, il tempestivo intervento dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile ha evitato il realizzarsi di più tragiche conseguenze. I militari dell’Arma, infatti, quasi certi che il Belfiore sarebbe evaso dagli arresti domiciliari (fatto peraltro verificatosi anche in occasione del precedente arresto per resistenza a p.u.) erano rimasti in zona, gravitando con una propria pattuglia sia sotto l’abitazione dell’arrestato che nei pressi di quella della vittima.

In questo modo, sono riusciti a bloccare tempestivamente il Belfiore nel suo intento di entrare a forza a casa della donna, arrestandolo per evasione, per la seconda volta a distanza di un’ora e mezza circa dal primo arresto. In questo caso, dopo le formalità di rito, il Belfiore è stato tradotto presso il carcere “Cavadonna” di Siracusa su disposizione della competente A.G. che, nella persona del Sost. Proc. Dott.ssa Magda Guarnaccia, ha coordinato l’evolversi di ogni fase della vicenda sino al suo epilogo.

Da un lato, la vicenda dimostra che in presenza di circostanziate denunce/segnalazioni è possibile ottenere una risposta tempestiva ed immediata nella lotta al “femminicidio” ed alla violenza di genere, fenomeni su cui rimane costantemente concentrata l’attenzione di Magistratura e Carabinieri; dall’altro, evidenzia come in taluni casi persistano degli aspetti di criticità legati all’imprevedibilità della psiche e del conseguente agire umano, specie in quegli individui incapaci di elaborare ed interiorizzare, in modo maturo e razionale, la fine di un rapporto sentimentale, che rimangono ossessionati da una concezione distorta, univoca e monodimensionale del sentimento amoroso inteso quale esclusiva proprietà privata.

L’attenzione del Comando Provinciale Carabinieri di Siracusa è costantemente rivolta ai fenomeni di violenza di genere, con particolare riferimento allo stalking ed al “femminicidio”, temi divenuti una vera e propria emergenza sociale. L’impegno quotidiano profuso dagli uomini dell’Arma sull’intero territorio della provincia, sia a livello preventivo che di indagini, è confermato dai risultati conseguiti: dal 01 agosto 2013 sino ad oggi, sono state arrestate 12 persone per reati riconducibili alla violenza di genere e 27 soggetti sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria.

(Nel video: parte della conferenza stampa odierna presso il Comando Provinciale dei Carabinieri)


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo