E’ stata resa nota l’indagine ISTAT sul tasso di inquinamento da PM10 dei capoluoghi di provincia italiani. E, finalmente, la città di Siracusa, tendenzialmente ubicata in bassa classifica per le statistiche connesse a servizi pubblici e qualità della vita, raggiunge l’agognato podio. E’ la seconda città d’Italia per numero di giorni di superamento del tasso di Pm10 nell’aria con Torino e Milano in prima e terza posizione.
La sigla PM10 (Particulate Matter o Materia Particolata, cioè in piccole particelle) identifica materiale presente nell’atmosfera in forma di particelle microscopiche, il cui diametro aerodinamico è uguale o inferiore a 10 µm, ovvero 10 millesimi di millimetro. Una delle principali fonti di PM10 nelle aree urbane è da individuare nel traffico veicolare e neo processi di combustione quali quelli che avvengono nei motori a scoppio, negli impianti di riscaldamento, in molte attività industriali, usura di pneumatici, freni ed asfalto.
Da anni il WWF segnala la grave situazione di pericolo per la salute pubblica connessa all’inquinamento atmosferico da PM10 ma, ad oggi, nessun provvedimento serio e concreto è stato mai adottato. Il trasporto pubblico a Siracusa è inadeguato per le esigenze della città e costituito da mezzi assolutamente “anacronistici” per una città del terzo millennio che si candida a rappresentare un polo di riferimento turistico per il suo indiscusso patrimonio archeologico. Avremmo voluto vedere la nostra città in cima alle classifiche italiane per la sua bellezza, la sua cultura, i suoi tramonti ma forse è pretendere troppo da chi amministra.