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Siracusa, il sogno di Reale può ancora diventare… realtà. “Due settimane per innamorarsi” e 8 liste in cerca d’autore

Anche se nessuno voleva dirlo apertamente, la speranza del 40% raggiunto già da ieri era più che un sogno da cullare a occhi aperti

Allegri, ma non troppo. In quello che a tutti sembra come un capovolgimento della realtà. Se a sinistra infatti si ride a metà per il buon risultato raggiunto – per Italia e Randazzo, non per Moschella – a destra si piange con un occhio per non essere riusciti a farcela al primo turno nonostante la corazza di otto liste. Anche se nessuno voleva dirlo apertamente, la speranza del 40% raggiunto già da ieri era più che un sogno da cullare a occhi aperti.

E a ben guardare il risultato delle liste, ne avevano ben donde: gli 8 partiti a supporto si attestano al 44 % e oltre, le preferenze per il candidato sindaco invece “appena” poco sopra il 37. Quel 7% di voto disgiunto finisce infatti per premiare Italia (4%) e Russoniello (3%), penalizzando così la figura più “algida” rispetto all’uomo che saluta tutti passeggiando in bicicletta e la donna imprenditrice della porta accanto. Nonostante gli anni di stimata professione alle spalle, infatti, Reale è riuscito solo in parte a scrollarsi di dosso la figura del professionista distaccato. Alcuni sondaggi interni risalenti a una settimana prima del voto davano infatti Reale intorno al 33% di preferenze personali, quindi evidentemente o quei sondaggi sbagliavano, o qualcosa l’ha effettivamente recuperata negli ultimi giorni.

C’è poi una riflessione da fare sui partiti: Forza Italia si afferma come primo partito della coalizione di centrodestra, Progetto Siracusa si conferma più o meno rispetto a 5 anni fa e riesce a prevalere su quel Cantiere Siracusa creato dall’ex assessore Gianluca Scrofani, tallonato dal semprevotato Vinciullo con la sua Siracusa Protagonista. Politicamente, Vinciullo, è una certezza. Amo Siracusa si salva per un pelo ma c’è, con quel suo 5,42% che vuol dire almeno un consigliere eletto. Restano fuori Popolari e Autonomisti con Simona Princiotta da molti considerata punta di diamante della lista, male Fratelli d’Italia che però aveva poche velleità di superare lo sbarramento e pessima l’Udc con un 1,2% davvero misero nonostante alcuni vecchi esponenti della politica locale e nuove leve (Concetto La Bianca e Damiano De Simone, per fare due nomi) avrebbero dovuto assicurare un mix valido ad avvicinarsi al fatidico 5%.

Il problema di Reale è che difficilmente potrà apparentarsi con altri, né ufficialmente (gli altri due candidati rimasti fuori sono molto al di sotto della soglia) né ufficiosamente (Granata in questa campagna ha già abbondantemente criticato il leader del centrodestra) quindi dovrà far leva sulla propria capacità di intercettare voti personali. Due settimane per innamorarsi…


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