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Siracusa, Vicenda Bosco Minniti: Revocati gli Arresti Domiciliari a Padre Carlo D’Antoni

“Salutiamo la revoca degli arresti domiciliari a padre Carlo D’Antoni, parroco di Bosco Minniti, “colpevole” di aver sempre aiutato gli immigrati in attesa di permesso di soggiorno”. Questa la dichiarazione del Comitato aretuseo di Socialismo Rivoluzionario, già intervenuto nei giorni scorsi per esprimere la propria solidarietà ad Antonio Pasquale Pedace, per il quale è prevista oggi l’udienza processuale (leggi qui l’articolo relativo).

Questo il primo comunicato ufficiale che rende nota la revoca degli arresti domiciliari – avvenuta nella serata di mercoledì – a Padre Carlo D’Antoni, parroco della Chiesa di Bosco Minniti, coinvolto nell’inchiesta relativa al rilascio di documenti agli immigrati per l’ottenimento di permessi di soggiorno (leggi qui l’articolo relativo). Ma nel quartiere la notizia della liberazione del sacerdote incriminato è corsa velocissima di casa in casa, dopo la prima gioia provata dagli immigrati ancora ospiti della Chiesa di Bosco Minniti, che quando mercoledì sera hanno visto aprirsi quella porta chiusa ormai da quasi due mesi, hanno fatto presto a capire cosa stava accadendo, e hanno festeggiato il loro “beniamino”, sulla cui innocenza proprio loro non avevano mai nutrito alcun dubbio. Non poteva ricevere regalo più grande padre D’Antoni, raggiunto dalla notifica che annunciava la libertà ritrovata proprio nel giorno del suo compleanno.

I membri di Socialismo Rivoluzionario aggiungono che questa notizia non può che incoraggiare tutte le persone di buona volontà e chi esprime solidarietà contro razzismo e discriminazioni, con una nota ancora su Antonio Pedace: “Decine e decine di intellettuali stanno sottoscrivendo un appello perché decadano le accuse infondate di “resistenza a pubblico ufficiale” per aver chiesto un comportamento rispettoso della dignità di alcuni ragazzi eritrei durante un’operazione di polizia”.

Oggi, in occasione dell’udienza presso il tribunale di Siracusa, nelle principali città italiane si svolgeranno presidi di solidarietà a Pedace, mentre è attualmente in corso un presidio a Siracusa, in largo XXV luglio.

Anche un lettore, Antonio Randazzo, ci aveva segnalato ieri l’avvenuta rimessa in libertà di padre D’antoni che, scrive il nostro lettore, “è stato riconosciuto estraneo ai fatti e rischia di non essere processato”.

A tal proposito il lettore scrive ancora a questa redazione: “La notizia del suo arresto venne sbattuta in prima pagina e sbandierata ai quattro venti. Oggi (ieri per chi legge, n.d.r.) relegata nella cronaca locale i giornalisti (poco informati) la ignorano e dimostrano disinformazione carente e lacunosa, arretrata e non serena. Nessuna doccia fredda per gli ottimi avvocati, ma per qualche giornalista e i tanti detrattori ai quali una doccia fredda farebbe bene. La comunità di Bosco Minniti e la parte più sana di questa nostra città gioisce, si complimenta ed apprezza le decisioni del Tribunale del riesame di Napoli e dell’ottimo lavoro dell’avvocato Sofia Amoddio”.

Tanti i parrocchiani, gli amici delle associazioni cittadine, i semplici abitanti del rione a contendersi ieri, primo giorno di libertà, don Carlo, che – costretto al silenzio dal provvedimento che lo aveva colpito – adesso potrà dire la sua su questa vicenda, battagliando, come prima e più di prima, per la verità.


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