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Sono 84 gli attuali positivi al covid in provincia di Siracusa: si registrano altri due decessi

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Terapia intensiva. A Siracusa meno posti delle altre province. L’Asp: “siamo in rete regionale, collaborazione con le cliniche private”

I 30 posti in più saranno esclusivamente dedicati ai pazienti Covid

Salvatore Lucio Ficarra

“La distribuzione dei posti di terapia intensiva in Sicilia non solo appare insufficiente ma non sia neppure rapportata alla popolazione residente. Mi chiedo infatti sulla base di quale criterio la provincia di Ragusa, che ha 320.000 abitanti, disporrà di 40 posti di terapia intensiva, Caltanissetta con 262.000 ne avrà 36 e quella di Siracusa, che conta 399.224 abitanti, ne avrà soltanto 30.  Peraltro, nella nostra provincia gli anziani tra 60 anni e 70 siamo 48.340, i settantenni 39.077, gli ottantenni 19.904, gli ultranovantenni 3.630 per un totale di 110.951 persone e non numeri. Il 27,80 % dell‘intera popolazione della provincia”. A parlare è Salvo Sorbello, presidente provinciale del Forum delle associazioni Familiari Siracusa, che critica così il Piano della Regione da circa 2.800 posti letto e 600 di terapia intensiva, tutti interamente dedicati all’epidemia Covid-19. Nella peggiore delle situazioni epidemiolgiche, la Regione potrà garantire assistenza a circa 7mila contagiati.

Ma… la strategia messa in atto dal governo regionale assicura, entro il 20 aprile, di disporre di 587 unità di terapia intensiva e 2.798 posti letto, tutti riservati ai pazienti che potrebbero contrarre il Covid-19, che vanno ad aggiungersi alla dotazione già esistente. Il dato della distribuzione provinciale dei posti letto entro il 20 aprile vede per Palermo, 674; Catania, 692; Messina, 458; Agrigento 194; Caltanissetta, 155; Enna, 150; Ragusa, 170; Siracusa, 160; Trapani, 145. I posti letto di terapia intensiva entro il 20 aprile saranno invece a Palermo, 162; Catania, 128; Messina, 111 Agrigento, 23; Caltanissetta, 36; Enna, 22; Ragusa, 40; Siracusa, 30; Trapani, 35.

Siracusa, quindi, resta penalizzata dalla suddivisione dei posti letto. Ma questa mattina in conferenza stampa (on line) il direttore Ficarra è parso fiducioso: “La sanità siciliana funziona in rete, non solo per il Covid ma per tutte le specialità. Noi ospitiamo, per esempio, anche pazienti di altre province e il numero di posti è individuato tenendo conto di quanto accaduto al nord Italia. L’augurio è quello di non riempirne nemmeno la metà, in ogni caso abbiamo avviato una collaborazione con le cliniche private per gestire i nostri pazienti in ricovero ordinario e terapia intensiva”. I 30 posti saranno esclusivamente dedicati ai pazienti Covid: l’ospedale Umberto I da 8 passa a 30, poi ci sono i posti a Lentini (6) e Avola che da 6 passa a 8. Ulteriori posti si possono aprire a Noto e Augusta, se dovessero esserci i macchinari.

Ma l’ex deputato regionale Vincenzo Vinciullo non ci sta: “la provincia di Siracusa viene mortificata perché in percentuale ottiene molti posti in meno rispetto alle altre province. Chiedo al Governo regionale di rivedere l’assegnazione degli stessi posti, tenendo conto di dati oggettivi quali la popolazione, la disponibilità di ospedali vuoti, ma perfettamente funzionanti, attualmente non utilizzati o sotto utilizzati, come quello di Noto”.


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