fbpx

Bollo auto, al via procedura esenzione per i redditi più bassi

Val di Noto candidato a capitale della Cultura 2020. Presentato il manifesto: ci sono anche le firme di Dolce e Gabbana, Beppe Fiorello e di… Montalbano

Il dossier che vede Noto comune capofila con Siracusa, Catania, Militello Val di Catania, Caltagirone, Palazzolo, Scicli e Modica è stato presentato questa mattina al teatro Tina di Lorenzo ed è stato pure reso noto il logo unico che rappresenterà il territorio

Roberto Andò, Maria Attanasio, Giorgio Avola, Giorgio Barberio Corsetti, Pippo Baudo, Ray Bondin, Gioacchino Bonsignore, Pietrangelo Buttafuoco, Ignazio Buttitta, Franco Cardini, Franco La Cecla, Monica Centanni, Paolo Conticini, Silvia Costa, Carlo Degli Esposti, Dolce e Gabbana, Roberto Gervaso, Gruppo di Scicli, Beppe Fiorello, Monica Maggioni, Paolo Magri, Paolo Mieli, Angela, Luca e Rosita Missoni, Moni Ovadia, Giuseppe Pagnano, Massimo Piparo, Galatea Ranzi, Domenico Seminerio, Vittorio Sgarbi, Andrea Tidona, Sebastiano Tusa, Luca Ward e Luca Zingaretti. Sono loro – scrittori, artisti, personaggi del mondo dello spettacolo e letterati, professionisti e giornalisti – i firmatari del manifesto culturale per la candidatura a capitale italiana della cultura 2020 del Val di Noto. Il dossier che vede Noto comune capofila con Siracusa, Catania, Militello Val di Catania, Caltagirone, Palazzolo, Scicli e Modica è stato presentato questa mattina al teatro Tina di Lorenzo ed è stato pure reso noto il logo unico che rappresenterà il territorio.

Nel 2002 per Noto e altre sette città tardo barocche arrivò la prima vera consacrazione con l’iscrizione nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco (Siracusa si unì nel 2005, Ragusa non partecipa oggi), adesso questi comuni sono diventati grandi e puntano a festeggiare la maggiore età, nel 2020, con la consacrazione culturale. Quattro le direttrici strategiche principali legate al progetto sul Val di Noto attraverso le quali sono state identificate una serie di linee di intervento: il patrimonio immateriale, le connessioni, la resilienza e l’avanguardia, la cittadinanza e la partecipazione. Uno dei punti di forza è proprio il primo, con un patrimonio immateriale che non si limita solo alla salvaguardia ma vuole perseguire azioni di internazionalizzazione e partecipazione a network, aumentare la capacità di attrazione provando a destagionalizzare la ricettività, perseguire la qualità e autenticità e favorire la commissione tra tradizione e innovazione.

Fondamentali anche le “connessioni” – tra luoghi, tra centri e periferie, tra momenti eventi e patrimoni, tra comunità e con il mondo – che non vuole e non può certamente fermarsi alle (carenti) infrastrutture presenti ma fare delle debolezze un pregio: strade storiche, ferrovie dismesse da valorizzare. Il Val di Noto come l’Araba fenice, colpita da eventi anche disastrosi ma in grado di risorgere dalle ceneri. “La resilienza – si legge nel dossier alla spiegazione della terza direttrice strategica – ha una relazione profonda con il tempo: proviene emotivamente da un momento/evento precedente, salvaguarda il presente sottraendolo alle conseguenze di quel momento/evento precedente, ricompone e, se necessario, ridisegna il futuro. Nel suo intervenire con forza innovativa il carattere resiliente è generativo di avanguardia, ovvero la faccia diversa della stessa medaglia”.

Il Val di Noto ha una storica attitudine da questo punto di vista, utilizzando tecnica ricostruttiva all’avanguardia dopo il terremoto del 1693, ma dimostrandosi all’avanguardia verso la salvaguardia di saperi, tradizioni e nella valorizzazione della conservazione così come nella filiera delle produzioni vitivinicole. Ma questo progetto di candidatura non può evitare di farsi una domanda: quali cittadini vivono in un’aspirante capitale della cultura? Ecco che si punta fortemente all’implementazione dei processi partecipativi in tutte le dinamiche gestionali, di governance e di valorizzazione del Val di Noto: si passa dal censimento e coordinamento distrettuale di tutte le iniziative culturali alla costituzione e promozione di nuovi itinerari di conoscenza, dal favorire le dinamiche di comunicazione tra le amministrazioni e i cittadini all’istituzione di un premio internazionale del Sud est alla costituzione di un Urban center.

La candidatura unitaria di un territorio, indipendentemente dal l’esito della competizione, è certamente un elemento politico di grande novità che nasce a tutto vantaggio delle generazioni future – le parole del vicesindaco del Comune di Siracusa, Francesco Italia – Superare gli steccati dell’autoreferenzialità, le gelosie, la miopia dei singoli, significa aprire l’intero territorio ad uno sviluppo vero e duraturo. Significa mettere a fattor comune ogni sforzo per tornare a produrre bellezza ed essere fonte di ispirazione per chi verrà dopo di noi”.

(Foto Marco Bocchieri)


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo