Gli acquisti bizzarri dei politici, oltre allo stipendio di base

La caccia alle spese inappropriate della classe politica, negli ultimi anni ha coinvolto numerosi Paesi portando alla luce un mal costume comune. A fare da contraltare la storia trova politici come J.F. Kennedy, che rinunciò allo stipendio da Presidente degli Stati Uniti, dandolo in beneficenza

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I politici italiani sono noti per le spese pazze fatte con il denaro dei contribuenti, ma anche all’estero la tentazione di addebitare viaggi e acquisti inusuali è molto forte.

Alcuni anni fa, nel Regno Unito, fecero scalpore alcune note di spesa dei deputati della Camera dei Comuni per l’acquisto di specchi a uso personale e per film per adulti acquistati dal marito del Ministro dell’Interno britannico.

In Francia, è ormai famosa la spesa per il trucco che fece il Presidente Emmanuel Macron durante i primi tre mesi di mandato: spese 26 mila euro, ma il suo staff si giustificò poi dicendo che veniva “fotografato molto”.

Le curiose “ricerche” in Australia con il denaro dei contribuenti

In Australia i vari governi si tramandano una curiosa attitudine: il finanziamento di ricerche scientifiche che producono ben pochi benefici per i contribuenti.

È famosa infatti la spesa di 215.378 dollari australiani per finanziare una ricerca in Melanesia, per studiare come le comunità locali interagiscono attraverso l’integrazione della musica, dei telefoni cellulari e dei quotidiani digitali.

Ancor più sbalorditiva è la spesa del Consiglio di ricerca australiano (Australian Research Council), pari a 191.394 dollari australiani, per analizzare come i produttori di vino usano i siti web aziendali per diffondere informazioni.

Non si è ancora visto nessun finanziamento curioso volto invece ad una ricerca che abbia per tema l’educazione finanziaria, come ad esempio le migliori piattaforme forex disponibili nel web.

Le spese della politica italiana, “a norma di legge”

Fino al 2009, senatrici e senatori italiani hanno beneficiato del parrucchiere gratuito addebitando il costo ai contribuenti italiani. L’allora presidente del Senato Renato Schifani, accortosi degli 81 mila euro annui di fatture da pagare ai parrucchieri, ha eliminato la voce di bilancio costringendo gli onorevoli a pagare di tasca propria i costi per farsi bello.

Non è l’unica spesa bizzarra della politica italiana a “norma di legge”. Anche le spese per i funerali dei senatori e degli ex parlamentari sono a carico dei contribuenti: la voce di bilancio nel 2008 è pesata per 134.290 euro ed è inserita con la dicitura: “per la memoria”.

Altre spese bizzarre degli italiani

Negli anni scorsi, alcuni politici italiani hanno conquistato le prime pagine dei quotidiani per le spese bizzarre fatte non con i loro stipendi, ma con le carte di credito assegnate per le spese di rappresentanza.

Quasi comica la Jeep Wrangler acquistata a Roma per una eventuale emergenza neve, da un consigliere regionale del Lazio, oppure le munizioni da caccia di un consigliere regionale della Lombardia, per non parlare della crema viso, sempre in Lombardia, o la costosa sega circolare acquistata da un consigliere regionale del Piemonte.

Non sono mancate le spese per gli spazzolini da denti personalizzati con il nome del politico inciso sul manico e l’acquisto di indumenti intimi di ricambio.

Conclusione

La caccia alle spese inappropriate della classe politica, negli ultimi anni ha coinvolto numerosi Paesi portando alla luce un mal costume comune. A fare da contraltare la storia trova politici come J.F. Kennedy, che rinunciò allo stipendio da Presidente degli Stati Uniti, dandolo in beneficenza.

 

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