Siracusa, le studentesse dello Scientifico Corbino sul progetto “L’Europa inizia a Lampedusa”

"Le studentesse della VE diventano ambasciatrici di questi valori portando avanti le testimonianze dei sopravvissuti e dei parenti delle vittime"

Riceviamo e pubblichiamo un articolo scritto dalle studentesse del liceo scientifico O.M. Corbino Sara Insolia, Beatrice Trovatello e Roberta Zappalá sul progetto “L’Europa inizia a Lampedusa”.

Anche per quest’anno il liceo Scientifico e delle Scienze Umane “O.M. Corbino” di Siracusa si è recato sull’isola di Lampedusa con una delegazione di cinque ragazze della classe VE: Chiara Iaia, Sara Insolia, Chiara Miceli, Beatrice Trovatello, Roberta Zappalà, accompagnate dalle professoresse Patrizia Campochiaro e Lucia Di Rosa, in occasione della Giornata della Memoria e della Commemorazione delle vittime della strage in mare del 3 ottobre 2013. Circa 200 studenti, provenienti non solo dall’Italia ma da tutta Europa, hanno avuto la possibilità ed il privilegio di poter vivere intensamente il fenomeno dell’immigrazione, comprendendo la realtà che oggigiorno persiste.

“Siamo sulla stessa barca”, è stato lo slogan di tutta la manifestazione come contrasto a qualsiasi forma di razzismo, discriminazione e indifferenza: solo rinnegando l’odio e tutti i comportamenti da esso derivati, ogni singolo uomo può diventare cittadino del mondo intero. A questo proposito, Sara Insolia, in rappresentanza delle studentesse partecipanti, in un’intervista per l’associazione Unhcr, alla domanda: “Perché sei a Lampedusa?” ha risposto: “Sono a Lampedusa per conoscere me e allo stesso tempo te” a voler annullare ogni barriera e rafforzare una cultura di accoglienza, inclusione e inserimento sociale.

I ragazzi, nelle giornate dal 30 settembre al 4 ottobre, sono stati impegnati in workshop e conferenze in cui hanno avuto la possibilità di affrontare il tema delle migrazioni nonché le cause che le scatenano; si sono immedesimati nei migranti stessi e hanno appreso le leggi del mare grazie anche alle testimonianze dei sopravvissuti e di chi, la notte del 3 Ottobre 2013, era lì a soccorrerli. Toccanti sono stati gli interventi del sindaco di Lampedusa Salvatore Martello che ha posto l’attenzione sul problema, sensibilizzando i presenti.

Quest’anno anche per i docenti si è svolto un incontro con l’istituto “Sant’Anna di Pisa” che ha permesso loro di approfondire a livello legislativo il fenomeno dell’immigrazione.

Il 3 ottobre si è svolta la marcia verso la Porta di Lampedusa e la celebrazione in mare delle 368 vittime del naufragio. Quest’anno è stato inoltre inaugurato la notte del 2 ottobre alle 3,30 del mattino, ora della strage, un monumento in onore delle vittime su cui sono stati incisi i nomi di ciascuno a voler sottolineare che dietro questi avvenimenti non ci sono numeri ma persone.

Le studentesse della VE diventano ambasciatrici di questi valori portando avanti le testimonianze dei sopravvissuti e dei parenti delle vittime. Una madre, infatti, si rivolge a loro lanciando un appello nella speranza di ritrovare i suoi due figli dispersi durante il naufragio. Chiediamo a chiunque dovesse riconoscerli di rivolgersi al Comitato 3 Ottobre (info@comitatotreottobre.it)”.


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