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Bollo auto, al via procedura esenzione per i redditi più bassi

A Siracusa la “fase 2” interpretata come un “liberi tutti”, o quasi…

Traffico ai semafori, i clacson che suonano non appena scatta il verde, qualche piccola coda in prossimità di incroci o rotatorie, oltre al ritorno delle auto in doppia fila

Una fase 2 colta quasi come una festa della Liberazione. Non quella del 25 aprile, ben inteso, ma quella dalla prigionia forzata nelle nostre case. E così, come la natura nella prima parte dell’emergenza – quella del lockdown – si era lentamente ripresa i propri spazi, ecco che oggi, nella fase 2, che dovrebbe essere quella della responsabilità, ecco che l’uomo torna con prepotenza a riprendersi ciò che ha colonizzato.

Siracusa in questo 4 maggio, alba della seconda fase dell’emergenza da Covid-19 si è svegliata con suoni e immagini che ci eravamo quasi dimenticati: traffico ai semafori, i clacson che suonano non appena scatta il verde, qualche piccola coda in prossimità di incroci o rotatorie, oltre al ritorno delle auto in doppia fila. Ma non solo. Lunghe, lunghissime ma ordinate file fuori dai supermermercati e altrettanto lunghe file, anzi, assembramenti sparsi, fuori da istituti bancari e postali.

E allora viene da chiedersi se le sofferenze patite fino a ieri siano valse a qualcosa, viene da chiedersi se il siracusano sia più “sperto” del virus o se sia solo superficiale. Viene anche da chiedersi se mai si dovesse registrare una nuova impennata di contatti cosa accadrà. Insomma, viene da chiedersi a volte se a Siracusa chiedere gesti di “responsabilità” sia troppo.


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