fbpx

Iter di riforma della Camere di Commercio, tutti concordi: “Siracusa penalizzata”

Al centro dell’attenzione e delle preoccupazioni della Consulta delle associazioni di Categoria, , in particolar modo, l’esclusione delle Camere di Commercio già accorpate dalle misure volte a potenziarne il ruolo e a garantirne la rappresentatività territoriale

Questa mattina alle 10 nel Salone della Camera di Commercio di Siracusa la Consulta delle associazioni di Categoria della Provincia ha incontrato i deputati nazionali e regionali siracusani. Il tema è quello della riforma delle Camere di Commercio che rischia, in assenza di alcune importanti modifiche da apportare in sede di conversione, di penalizzare fortemente il territorio. Alla deputazione è stato consegnato un documento.

Nell’iter, non ancora completato, di riforma della Camere di Commercio, quella di Catania, Siracusa e Ragusa, che ha già provveduto all’accorpamento, rischia di rimanere fortemente penalizzata rispetto a quelle che non hanno ancora ultimato questo passaggio. Su questo sono rimasti tutti concordi, deputati regionali, nazionali e associazioni di categoria.

Ai parlamentari che rappresentano il territorio a Roma e a Palermo (presenti i parlamentari nazionali Stefania Prestigiacomo, Paolo Ficara, Maria Marzana e regionali Giovanni Cafeo e Rossana Cannata) la Consulta ha sottoposto un documento affinché facciano pressing, per apportare delle modifiche al decreto Agosto, attualmente in trattazione nella V Commissione bilancio del Senato.

Al centro dell’attenzione e delle preoccupazioni della Consulta delle associazioni di Categoria, , in particolar modo, l’esclusione delle Camere di Commercio già accorpate dalle misure volte a potenziarne il ruolo e a garantirne la rappresentatività territoriale.

La Camera di Commercio di Catania Ragusa e Siracusa sarebbe esclusa, così, da quanto prevede l’articolo 61, che recita che “le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura sono quelle individuate dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 16 febbraio 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 57 del 9 marzo 2018. Per le camere di commercio di cui all’allegato B) del suddetto decreto sono sedi delle camere di commercio le sedi legali e tutte le altre sedi delle camere di commercio accorpate”.

Allo stesso modo non riguarderebbe le Camere di Commercio già accorpate la previsione secondo cui “le Giunte delle camere di commercio, costituite a seguito di processi di accorpamento conclusi dopo la data di entrata in vigore della presente disposizione, nominano tra i propri membri uno o più vice presidenti al fine di garantire la rappresentanza equilibrata delle circoscrizioni territoriali coinvolte nei medesimi processi di accorpamento”. Necessario, invece, poter nominare vice presidenti che rappresentino i singoli territori rappresentati all’interno delle Camere di Commercio accorpate Questi ed altri aspetti, fra cui quelli legati alla riduzione del numero dei consiglieri, secondo le associazioni che compongono la Consulta vanno adeguatamente corretti in fase di conversione del decreto.

Alla fine i parlamentari siracusani sosterranno e porteranno avanti il percorso avviato dalla Consulta Provinciale delle Associazioni di Categoria per chiedere modifiche al Decreto Agosto, negli aspetti che riguardano la tutela delle imprese del territorio nell’ambito della Riforma delle Camere di Commercio.  Il documento proposto alla deputazione siracusana questa mattina, durante l’incontro nel salone della Camera di Commercio di Siracusa, è stato condiviso dai parlamentari nazionali e regionali che hanno risposto all’appello e si sono detti pronti ad agire, a prescindere dai colori politici, ciascuno nelle sedi di propria competenza. I tempi sono stretti. I deputati dell’Ars Giovanni Cafeo e Rossana Cannata, secondo quanto assicurato,  porteranno subito la questione in aula. Le associazioni di categoria saranno poi convocate a Palermo , probabilmente la prossima settimana, per un’audizione in Commissione Attività Produttive.

Il percorso avviato parte, tuttavia, da una premessa fondamentale: quella secondo cui, nella riorganizzazione delle Camere di Commercio, quelle delle città metropolitane o comunque particolarmente grandi non dovrebbero essere accorpate con le Camere di Commercio di territori piccoli, che rischiano altrimenti di essere schiacciati e di perdere la propria rappresentatività, a danno dell’economia locale. Auspicabile, pertanto, un ripensamento del Legislatore rispetto a quanto deciso.  Intanto diventa urgente modificare l’articolo 61 decreto-legge n. 104 del 2020 (decreto agosto), così da includere anche le Camere di Commercio già accorpate tra quelle in cui si nomineranno dei vicepresidenti territoriali e così da evitare il taglio del numero di consiglieri, accanto alle altre modifiche proposte nel documento. “La deputazione siracusana – commenta il coordinatore, Enzo Rindinella – ha garantito un impegno trasversale per difendere gli interessi del territorio e non solo. Un elemento che va messo in evidenza e che rappresenta motivo di soddisfazione. L’auspicio è che le nostre ragioni vengano comprese. Il modus operandi è certamente il migliore possibile”.

Sono favorevole alla calendarizzazione dell’argomento in audizione in III commissione Ars già a partire da domani”. L’onorevole Daniela Ternullo, deputato regionale di “Ora Sicilia”, mostra tutta la sua vicinanza alla Consulta provinciale delle associazioni di categoria che, questa mattina, ha organizzato un incontro alla Camera di Commercio di Siracusa. Alla presenza della Deputazione nazionale e regionale, è stato affrontato l’argomento riguardante il federalismo della “Governance”. Siracusa, che si sente ampiamente fagocitata da Catania in termini numerici (attualmente ha solo 5 consiglieri camerali e una presenza sparuta in Giunta) in base alla riforma del 2015, chiede una maggior rappresentanza territoriale, come accadrà invece per le Camere di Commercio il cui iter accorpativo è ora in fase di completamento. Questione di numeri, risorse e sede legale.

Concordo sul fatto – sottolinea l’Onorevole Ternullo – che la Camera di Commercio accorpata di Catania-Siracusa-Ragusa non può essere esclusa dalle misure che ne potenzino il ruolo e soprattutto garantiscano una più forte rappresentanza territoriale. La sintesi regionale è opportuna e doverosa, anche se si tratta di una norma nazionale ed è a Roma che occorre intervenire. Sono disponibile, insieme alla collega Rosanna Cannata, – prosegue la deputata regionale – a fissare una data per l’audizione in commissione regionale con la Consulta per redigere un documento univoco che possa contribuire a porre rimedio a questa situazione. Escludere le camere di commercio già accorpate da una norma che intende riequilibrarne poteri e funzioni, attualmente sbilanciati verso la parte più forte e ampia (nel caso in questione Catania) è profondamente sbagliato. Noi – termina l’Onorevole Ternullo – abbiamo raccolto il grido d’allarme e siamo pronti a fare la nostra parte con l’auspicio di poter essere d’aiuto alle associazioni di categoria del territorio”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo