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La Polstrada di Siracusa scova su un camion tachigrafo manomesso. In corso le verifiche sull’apparecchio

Con l’inizio della stagione estiva ed il relativo aumento del traffico veicolare sulla viabilità ordinaria ed autostradale, la Polizia Stradale di Siracusa ha ulteriormente intensificato la vigilanza sulle arterie della provincia.

Inoltre i gravi incidenti stradali che recentemente hanno visto coinvolti autobus ed automezzi pesanti, hanno indotto il Comandante della Polizia Stradale di Siracusa, Dott. Antonio Capodicasa, ad incrementare i controlli ai predetti mezzi, con particolare attenzione alla verifica del rispetto dei periodi di guida e di riposo, nonché dei limiti di velocità.

Al riguardo la Polstrada ricorda che i cosiddetti “bisonti della strada” raggiungono a pieno carico un peso complessivo di 440 quintali. In tali condizioni l’eccessiva velocità aumenta notevolmente lo spazio di frenata, che in molti casi risulta causa di gravi episodi di cronaca.

La normativa vigente impone l’obbligo a tali veicoli dell’uso di apparecchio cronotachigrafo, cioè una sorta di “scatola nera” sulla quale vengono registrati tutti i dati relativi all’automezzo. I veicoli di più recente costruzione risultano dotati di apparecchiatura digitale, in grado di fornire un’analisi completa e dettagliata dell’attività svolta dall’automezzo sul quale risulta installata.

In data 06 luglio 2010, durante uno dei quotidiani servizi predisposti a tale scopo, è stata accertata l’illecita manomissione di un apparecchio tachigrafo digitale, installato su un trattore stradale di proprietà di un’azienda con sede nella regione Campania, che di fatto opera sull’intero territorio nazionale.

Sostanzialmente gli operatori, durante il controllo documentale del veicolo, insospettiti dall’atteggiamento del conducente, nonché da lievi anomalie riscontrate sui dati del tachigrafo, eseguivano presso un’officina autorizzata un’ulteriore verifica sull’apparecchiatura elettronica installata sul mezzo.

Tale accertamento ha permesso di appurare che l’apparecchiatura digitale installata sul veicolo era stata dolosamente manomessa.

Sostanzialmente veniva rilevato un dispositivo elettronico di sofisticata fattura artigianale e di piccole dimensioni, applicato all’interno del cruscotto, opportunamente occultato in luogo non facilmente individuabile ed accessibile, in grado di operare sul tachigrafo alterando i tempi di guida e di riposo, nonché la determinazione dell’effettiva velocità.

Il dispositivo rinvenuto veniva posto in sequestro ed il conducente, nonchè il proprietario del veicolo, venivano deferiti alla locale A.G. per aver manomesso un’apparecchiatura atta a prevenire infortuni sul lavoro, la cui pena edittale varia da un minimo di sei mesi ad un massimo di cinque anni di arresto.

L’elevata mole di dati estrapolati dall’apparecchiatura installata sul TIR in argomento, è attualmente oggetto di verifiche da parte degli Operatori di Polizia.

Da una prima sommaria analisi si è potuto verificare la presenza di numerosi eccessi di velocità, con punte comprese anche tra i 130 ed i 140 Km/h.

Tutti gli illeciti amministrativi che verranno riscontrati, saranno nei prossimi giorni notificati al titolare della società proprietaria del veicolo.


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