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L’intervista fake sui social “Ciao sono Vinciullo”, ma lui non ci sta “Ho denunciato”

Una bufala che, negli ultimi giorni, prima è stata tramandata come una catena su Whatsapp e poi con le immagini, montate ad arte sull'audio, è arrivata su Facebook

“Ciao sono Vincenzo Vinciullo, mi raccomando speriamo che oggi quando apriremo le urne alle 14 anche tu avrai fatto il tuo dovere”. Comincia così l’intervista fake pubblicata sui social, e poi cancellata.

Una bufala che, negli ultimi giorni, prima è stata tramandata come una catena su Whatsapp e poi con le immagini, montate ad arte sull’audio, è arrivata su Facebook.

“Ho provveduto a segnalare alla Digos un video contente una intervista falsa da me mai rilasciata affinché si proceda immediatamente, al suo sequestro e alla individuazione degli autori materiali, responsabili del falso, nonché degli eventuali committenti”, fa sapere l’ex candidato alle regionali 2022 Vincenzo Vinciullo.

Nel video in questione una voce camuffata che somiglia a Vinciullo elenca un programma elettorale assolutamente fake prendendo in giro l’attuale quadro lavorativo di alcuni giovani che si vedono costretti a lasciare la propria Terra per andare a lavorare al Nord Italia, spesso in maniera precaria. Il tutto riconducendolo a un programma elettorale assolutamente inventato a firma di Vinciullo.

“L’intervista inventata, come quella dei famosi 11 mila euro, – dice l’ex candidato – riporta dichiarazioni gravemente lesive e calunniose e configura il reato di cui all’art. 595 del c.p., comma 3, così come previsto dalla recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione, 23 giugno 2021, n. 24579 che ha ribadito che la diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l’uso di una bacheca di Facebook integra una ipotesi di diffamazione aggravata sotto il profilo dell’offesa arrecata con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, diverso dalla stampa, poiché la condotta in tal modo realizzata è potenzialmente capace di raggiungere un numero indeterminato, o comunque quantitativamente apprezzabile di persone”.

A un orecchio attento l’infondatezza delle parole di Vinciullo è evidente anche dal colore della voce dell’audio. Che sia stata una bravata? Beh, anche sui social bisogna prendersi le proprie responsabilità perchè – anche se virtuale – sempre di realtà si tratta.


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