Raccolta differenziata a Siracusa ferma al 7% nei primi quattro mesi del 2017

A fornire uno spaccato regionale e della provincia aretusea è l'Ufficio Speciale per il monitoraggio e l'incremento della raccolta differenziata dei comuni della Sicilia. Bene i piccoli comuni, male i capoluoghi di provincia

La provincia di Siracusa viaggia a doppia velocità per quanto riguarda la raccolta differenziata. A fornire uno spaccato della gestione e dello smaltimento dei rifiuti secondo il sistema della differenziata, almeno per quanto riguarda il primo quadrimestre del 2017, è l’Ufficio Speciale regionale per il monitoraggio e l’incremento della raccolta differenziata dei comuni della Sicilia. Bene, anzi benissimo Solarino, decimo comune dell’Isola con un invidiabile 76,45% di differenziata.

Distante dal primato di Contessa Ermellina in provincia di Palermo che domina con il suo 90%, ma è vero anche che il comune siracusano è 8 volte più popoloso rispetto a quello del palermitano. Altro Comune che può sorridere è Ferla che nel primo quadrimestre ha fatto registrare il 55.48% come valore medio di differenziata, ma purtroppo le buone notizie per la nostra provincia finiscono qui. Perché per arrivare sul gradino più basso del podio siracusano bisogna scendere a una percentuale inferiore al 30%, e per l’esattezza al 28.71% di Sortino, seguita a ruota da Cassaro col 27,62% e Priolo Gargallo col 27,23%. Poco più giù Rosolini con il 24,71% mentre Avola si attesta al 21,46%, sopra Buscemi e Noto che si fermano al 18,75% la prima e 18,42% la seconda.

Per trovare un altro comune siracusano bisogna scendere ulteriormente fino al 14.6% di Canicattini Bagni e al 13,22% di Buccheri. In doppia cifra la differenziata di Augusta con il 10,63%, mentre a una sola cifra troviamo Lentini col 9.53%, Pachino (7,71%), Siracusa (al 7,32%), Floridia (7,1%), Francofonte (6,66%) e Carlentini (5,72%). Incompleti invece i dati di Palazzolo che a gennaio ha fatto registrare il 25%, a febbraio il 26,9 e ad aprile oltre il 40%, ma mancano i dati di marzo. Stesso discorso, ma con numeri decisamente inferiori, a Portopalo (6,5% a gennaio, 2% a febbraio e 1,6% ad aprile, anche qui manca il mese di marzo). Ultima, per assenza di dati è Melilli, di cui non si conoscono i valori di differenziata nei primi quattro mesi dell’anno.

Uno studio che evidenzia come la differenziata funzioni nei comuni medio piccoli o comunque con una popolazione inferiore sotto i 30 mila abitanti, mentre tutti i capoluoghi –  Palermo 15.20%, Catania 10.2%, Messina 13,27%, Agrigento 7,56%, Enna (il cui unico dato presente è gennaio, con sole 70 tonnellate di rifiuti differenziati smaltiti a fronte di 841 mila prodotto), Caltanissetta 13,2%, Trapani 15,89% e Ragusa 20,92% – e le città di medie dimensioni abbiano parecchie difficoltà nello svolgere un servizio che in altre parti d’Italia è già realtà consolidata da anni.


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