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Siracusa, contenzioso ex Tonnara: la Regione ricorre in appello. Nel frattempo “una pezza” per un immobile che rischia il crollo

Questa mattina sopralluogo dell'assessore regionale Alberto Samonà

“Copritevi la testa, uscite da qui, il soffitto potrebbe crollare da un momento all’altro”. Non è la sceneggiatura di un film di guerra, ma la frase di un tecnico della Sovrintendenza di Siracusa alla vista di due ragazzi che, in tuta e scarpe da ginnastica, passeggiavano all’interno dell’ex Tonnara di Santa Panagia. Il fatto è successo solo pochi giorni fa, ma viene in mente proprio alla luce del sopralluogo di questa mattina dell’assessore regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà, per i lavori in corso frutto di un finanziamento di 140 mila euro per interventi di messa in sicurezza che riguardano, in particolare, il ripristino della recinzione del sito, il rafforzamento di alcuni tratti pericolanti e la realizzazione di un impianto di illuminazione e videosorveglianza per preservare l’immobile. (QUI l’intervista a Samonà)

Una vera e propria “pezza” in una situazione che fa acqua da tutte le parti. Perché la Tonnara a oggi è un immobile che necessita di un intervento urgente di messa in sicurezza, nonostante i tanti soldi e soprattuto annunci spesi sulla sua possibile nuova vita. Che però ancora rimane utopica. Il motivo è il seguente: su quel sito pende un contenzioso tra la ditta che anni fa si aggiudicò i lavori di risanamento e riqualificazione (per trasformare l’immobile in un museo del mare) e la Sovrintendenza di Siracusa che, nel 2020, è stata condannata dal Tribunale di Catania a pagare oltre un milione e mezzo di euro di risarcimento, più il Sal non pagato (242.219,29 euro).

La struttura, un piccolo gioiello siracusano di cui tanto si è parlato, scritto, dibattuto ma che ancora oggi è lì al degrado, nelle mani dei vandali, dell’abbandono e del mare che, piano piano, la sta usurando. Cosa, come e quando intervenire sono domande a cui la Regione siciliana pare possa rispondere solo con poche idee, ma ben confuse. Forse solo una sensazione scaturita questa mattina durante il sopralluogo di Alberto Samonà all’interno della struttura.

“Guardi assessore, questa è un’ex chiesetta ormai sconsacrata. E venga qui, si giri da questa parte e ammiri il paesaggio” – dice Vincenzo Vinciullo indicando prima la chiesetta e poi gli scogli. Lui, ex deputato all’Ars e che questa mattina faceva il “padrone di casa” con aria soddisfatta e compiaciuta perché sull’ex Tonnara è convinto di aver ottenuto qualche risposta complice anche il fatto di essere collega di partito di Samonà (entrambi nella Lega di Salvini, anche se Vinciullo non direttamente).

Fino a oggi, però, soldi su soldi che alla fine hanno portato la situazione a un punto di stallo. E dove non arrivano le istituzioni, c’è l’inciviltà. “Il mio sopralluogo nell’ex Tonnara di Santa Panagia, in presenza delle Forze dell’Ordine, vuole essere un forte segnale verso la comunità di Siracusa e di ripristino della legalità dopo gli atti vandalici che altro non sono se non un’offesa inaccettabile” – dice l’assessore regionale dei Beni culturali raccontando di atti vandalici e furti denunciati agli organi di polizia dalla Soprintendenza dei Beni Culturali di Siracusa.

Si parla di restituire i locali alla comunità ma non si capisce sotto quale forma, si pensa di accelerare sui lavori grazie all’intervento del comitato, un fatto che potrebbe risultare improbabile a causa della vicenda giudiziaria ancora in corso perché su quel contenzioso la Regione ha deciso di non volersi fermare ma anzi di ricorrere in appello. E forse l’unica vera notizia è questa, al termine di una giornata ricca di annunci e proclami molto fumosi e senza alcun tempo definito.


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