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Siracusa, oltre 1.500 mascherine consegnate alla Polizia di Stato: Massimo Boscarino (Adp) ringrazia la benefattrice

La mascherine sono state realizzate da Letizia Dugo, originaria di Avola ma che da tempo vive in provincia di Perugia

Oltre mille mascherine chirurgiche consegnate alla Polizia. Per questo motivo Massimo Boscarino, segretario generale provinciale ADP (Autonomi di Polizia Siracusa) con una lettera aperta ha voluto ringraziare Letizia Dugo, l’autrice del gesto che, con somma bontà, ha dato un po’ di respiro agli agenti confezionando 1500 mascherine chirurgiche distribuite tra chi, in questo momento di emergenza, non si sottrae alle proprie fatiche ed è impegnato in prima linea sul fronte più esposto di questa battaglia. Queste le sue parole:

Qualcuno dice che ciascuno di noi ha il suo angelo e non importa se ci crediamo o no, Lui c’è e fa sempre qualcosa per noi, in maniera discreta ma sempre efficace e puntuale. Basta saper cogliere certe sfumature… Fatta questa breve premessa (necessaria dato che la giornata in cui il plico ci è stato consegnato dal corriere, è “casualmente” coincisa con un compleanno speciale), diamo atto di un grande gesto di solidarietà e beneficenza che abbiamo ricevuto e grazie al quale abbiamo potuto offrire a tanti colleghi e a tanti amici, un minimo di dotazione di dispositivi di protezione individuale, che i datori di lavoro, purtroppo, non riescono ancora ora a garantire: mascherine chirurgiche, confezionate con prestazione lavorativa completamente gratuita messa a disposizione da una carissima conterranea, da tempo emigrata in provincia di Perugia, titolare di un atelier con annesso laboratorio artigianale per la produzione di abiti da sposa.”

Protagonista assoluta di questa bellissima pagina di altruismo è per l’appunto Letizia Dugo, originaria di Avola, da tempo trapiantata a Città di Castello dove gestisce “Fantasy Sposi”. “Ma non è sulla sua carriera professionale che vogliamo si concentri l’attenzione del lettore – prosegue Boscarino -. Quello che intendiamo valorizzare oggi è il meritato risalto che si deve riconoscere al sacrificio di questa donna che, al momento del bisogno si è sbracciata, ha convertito la propria esperienza alla produzione di mascherine di tipo chirurgiche, e ci ha così permesso, con la sua bontà, di tamponare la carenza di tale tipo di presidio, ormai cronica e diffusa dappertutto e in maniera trasversale tra tutti gli operatori impegnati in prima linea a fronteggiare l’emergenza Coronavirus, negli ospedali come in strada, nelle carceri come nei supermercati. Il tutto, ribadiamo, senza chiedere alcun compenso per le giornate, e le nottate, impegnate a tagliare e cucire i materiale reperiti da lei stessa presso fornitori e farmacie locali, per il cui acquisto abbiamo corrisposto il relativo importo; in questo modo, a conti fatti, ogni singolo pezzo ha avuto il suo costo, di sicuro però irrisorio rispetto a quello dovuto, se si fosse tenuto conto delle difficoltà e del tempo richiesto per il confezionamento di cui Letizia si è fatta carico al 100%. Quando l’abbiamo ringraziata e le abbiamo chiesto come potevamo sdebitarci, ci ha risposto decisa e perentoria che già si sente degnamente ricompensata dalla gratitudine che, tutti coloro i quali possono beneficiare del suo servizio, continuano di volta in volta a riconoscerleAllora Letizia, una sola parola per te, per tutto, da parte mia e da parte di tutti quelli che hanno beneficiato, ciascuno per quanto richiesto, delle tue 1500 preziosissime mascherine: Grazie!


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