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Siracusa, vicenda Sai8: Amara preannuncia la richiesta di patteggiamento

Amara, con il collega legale Attilio Luigi Maria Toscano, deve rispondere in concorso nella bancarotta fraudolenta già contestata agli amministratori di fatto e di diritto della Sai 8 Spa

L’avvocato Piero Amara, sotto inchiesta sulla vicenda del fallimento di Sai 8 Spa, ha preannunciato oggi una richiesta di patteggiamento. L’udienza, tenutasi davanti al Gup Salvatore Palmeri, è stata rinviata al 17 dicembre.

Amara, con il collega legale Attilio Luigi Maria Toscano, deve rispondere in concorso nella bancarotta fraudolenta già contestata agli amministratori di fatto e di diritto della Sai 8 Spa, società che all’epoca era concessionaria del servizio idrico integrato) e la Procura della Repubblica di Siracusa per questo ha chiesto il rinvio a giudizio.

Secondo l’accusa, Amara e Toscano, concorrevano alla fraudolenta distrazione dei beni della Sai 8 spa incassando dalla stessa società somme di denaro, per le prestazioni professionali erogate, ritenute esorbitanti o comunque gravemente incongrue per eccesso sia in relazione ai parametri normativamente previsti per il calcolo degli onorari sia con riferimento alla disciplina delle liquidazioni di natura giudiziale.

Gli investigatori hanno rilevato in sede di indagine, infatti, che l’avvocato Amara aveva riscosso dalla Sai8 spa, negli anni dal 2011 al 2013, a fronte dell’emissione di 25 fatture, compensi per un importo complessivo pari a 1.371.354,66 euro; mentre l’avvocato Toscano, sempre nelle medesime annualità, a fronte dell’emissione di 32 fatture aveva riscosso compensi per l’importo complessivo di 1.185.095,54 euro. Inoltre, attraverso altre due società distintamente riconducibili agli stessi avvocati Amara e Toscano, venivano distratte ulteriori somme dal patrimonio Sai8 per complessivi 729.430 euro, sempre erogate a titolo di consulenza legale. Il Comune di Siracusa ha già deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale in questione attraverso l’avvocato Bruno Leone.

La difesa dell’avvocato augustano in passato aveva chiesto la trasmissione degli atti in Cassazione, ritenendo che, anche per via dell’esposto presentato dai magistrati anche nei suoi confronti (e da cui prese il via l’indagine sul Sistema Siracusa), il tribunale aretuseo non fosse sede adatta per il processo e per questo la richiesta era di trasferirlo a Messina. Dove si tiene già il filone siciliano proprio del Sistema che lo vede protagonista come collaboratore e che lo ha visto patteggiare a un anno e 2 mesi in continuazione dopo i 3 anni patteggiati a Roma.

La Suprema Corte ha però successivamente rigettato la richiesta di legittima suspicione e la posizione di Amara – prima stralciata – è stata successivamente riunita a quella di Toscano, che non si è associato ad alcuna richiesta del collega finora.


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