Siracusa, il seggio al Senato vacante in Sicilia assegnato alla candidata umbra. Alicata: “abominio giuridico”

Con 150 voti a favore, 121 contrari e 4 astenuti, infatti, il Senato ha approvato la relazione della Giunta delle Elezioni che assegna al Movimento 5 Stelle il seggio vacante in Sicilia per mancanza di candidati

bruno-alicata

Sarà Emma Pavanelli, candidata nella Regione Umbria del Movimento 5 Stelle, a occupare il seggio vacante da oltre un anno che toccava alla Sicilia. E più precisamente alla precisamente alla circoscrizione 2, vale a dire quella della Sicilia orientale. Con 150 voti a favore, 121 contrari e 4 astenuti, infatti, il Senato ha approvato la relazione della Giunta delle Elezioni che assegna al Movimento 5 Stelle il seggio vacante in Sicilia per mancanza di candidati, attribuendolo a un’altra circoscrizione, in particolare l’Umbria.

Prima della seduta il Pd ha chiesto alla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati l’impegno di inviare alla Corte Costituzionale un’informativa sull’iter con cui verrà assegnato il seggio rimasto vacante in Sicilia, alla luce del voto in Aula.

In pratica, oltre un anno fa, i pentastellati facendo il pieno di voti in Sicilia piazzarono tutti i propri candidati trovando di fatto un vulnus nella legge elettorale. Fin da subito si era avviato un acceso dibattito sull’assegnazione del seggio, con il senatore uscente di Forza Italia, Bruno Alicata, che ne rivendicava l’ipotetica paternità in base al principio dei resti e del concetto di rappresentanza territoriale previsto dall’articolo 57 della Costituzione. Un anno dopo, però, il Senato ha deciso altro, andando oltre questo concetto di rappresentanza territoriale per cui vengono assegnati gli scranni di Palazzo Madama.

Ieri è stato compiuto un attentato nei confronti del diritto da chi sbandiera onestà e legalità – commenta Alicata -. L’onnipotenza dei numeri non può prevalere sulle norme costituzionali. Ieri è stata violata la legge oltre ai principi basilari del diritto e dei siciliani.”

La Sicilia in base ai principi costituzionali ha diritto a 25 senatori, ma lo scorso anno dopo le elezioni l’ufficio elettorale della Corte d’Appello di Palermo, anche in base a una memoria difensiva presentata dall’ex senatore forzista, aveva proceduto alla proclamazione di 24 senatori demandando la decisione finale alla Giunta per le elezioni e al Senato. Un anno dopo, esaminati tutti i ricorsi, la Giunta ha stabilito di assegnare il seggio vacante alla prima dei non eletti del Movimento 5 Stelle in Umbria, Emma Pavanelli. “Prima però – afferma Alicata sorridendo amaramente – hanno tentato di far rimanere il seggio in Sicilia attribuendolo a uno dei supplenti, ma questa tesi non passò in quanto si trattava di un abominio giuridico. Alla fine la tesi prevalente è stata quella di applicare per un’assurda analogia quanto previsto per la Camera“.

In base all’attuale legge elettorale, il Rosatellum, all’articolo 17 bis comma 2 dice che se un partito dovesse esaurire i nomi alla Camera dei Deputati, ha la possibilità di attingere in altre regioni. Al comma successivo, però, la stessa legge elettorale ribadisce che quanto previsto al comma precedente è escluso per il Senato, essendo l’attribuzione dei seggi di quest’ultimo non a livello nazionale ma regionale.

“Con la scelta di ieri al Senato – ancora Alicata- è stato violato l’articolo 57 della Costituzione, la Sicilia per il momento è stata privata del 25° seggio che le spettava e i siciliani in pratica hanno votato per eleggere un senatore in Umbria. Quanto compiuto è stato un abominio costituzionale“. E quel “per il momento” pronunciato da Alicata ha una doppia valenza, una ufficiale, l’altra ufficiosa. La valenza ufficiale sta nel fatto che l’ex senatore della Repubblica si riserverà, attraverso i propri legali, di valutare un nuovo ricorso “che però – precisa – dubito possa essere presentato da me in qualità di singolo cittadino. Penso che debbano essere il partito o la Regione, privati di un proprio senatore, a doverlo fare.” L’altra lettura che Alicata non dice apertamente è la speranza di una vita particolarmente breve per l’attuale Governo nazionale, scosso da continue liti e venti di crisi.

Però – conclude – vorrei precisare una cosa. Qui non si tratta di una lotta ad personam, qui sono stati lesi i diritti costituzionali di tutti. Secondo molti costituzionalisti il seggio si sarebbe dovuto assegnare in base al principio dei resti e quindi a Forza Italia. Ma così non è stato. A questo punto sarebbe stato meglio non assegnare il seggio vacante, come affermato ieri dal senatore Pietro Grasso e come già accaduto nel 2011 alla Camera, quando dal Parlamento restarono fuori una dozzina di deputati.”


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo