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Siracusa, il Tar conferma l’interdittiva per Tech: no alla sospensiva, se ne parlerà nel merito

Il collegio giudicante anticipa di fatto il merito giustificando un passaggio che sembra tutt’altro che sibillino sulla decisione presa

Il Tar di Catania respinge la richiesta cautelare di sospensione dell’interdittiva antimafia nei confronti della Tech. La società con sede a Floridia nel dicembre scorso in Ati con Ciclat si era aggiudicata la gara settennale da 118 milioni di euro bandita dal Comune. L’associazione temporanea di imprese aveva battuto, sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista economico, l’offerta presentata dalla Tekra, società campana che attualmente gestisce in proroga il servizio in città.

Ma quando sembrava tutto pronto per l’aggiudicazione del servizio ecco che nel febbraio scorso la Tech viene colpita da un’interdittiva antimafia da parte della Prefettura di Siracusa, venendo di fatto esclusa dalla gara in essere. L’azienda ha subito presentato ricorso al tribunale amministrativo regionale di Catania che la scorsa settimana ha però respinto il ricorso cautelare rimandando tutto all’udienza nel merito.

Anche se, nella sentenza i giudici amministrativi lasciano intendere che il giudizio in merito possa difficilmente essere ribaltato: “Ritenuto, nei limiti della sommaria cognitio propria della presente fase cautelare – si legge in ordinanza – e fatto salvo l’approfondimento nella più acconcia sede di merito, che non si possa formulare una prognosi favorevole circa il futuro accoglimento del ricorso”. Ma il collegio giudicante non si ferma qui e come detto, anticipa di fatto il merito giustificando un passaggio che sembra tutt’altro che sibillino sulla decisione presa.

I giudici amministrativi, infatti, dichiarano che nell’interdittiva sono ricostruiti dettagliatamente i rapporti economici e imprenditoriali con la Eco Business, azienda appartenente a Mario Lupica e già oggetto di sequestro preventivo con la confisca delle quote e del patrimonio aziendale, in quanto accertato che la società era riconducibile a Giuseppe Guglielmino, appartenente a Cosa Nostra catanese.

Tech ha sempre ribadito la propria estraneità ai fatti, sostenendo inoltre come nessuno dei propri vertici sia sottoposto a indagini in merito. Per i giudici del Tar etneo, però “la formulazione della fattispecie normativa a struttura aperta, propria dell’informazione interdittiva antimafia, consente all’autorità amministrativa di apprezzare tutta una serie di elementi sintomatici dai quali evincere l’influenza, anche indiretta, delle organizzazioni mafiose sull’attività di impresa, nella duplice veste della c.d. contiguità soggiacente o della c.d. contiguità compiacente, e che la legislazione antimafia può e deve prevenire anche le condotte, ambigue, di quegli operatori economici che, pur estranei ad associazioni mafiose, si pongono su una pericolosa linea di confine tra legalità e illegalità nell’esercizio dell’attività imprenditoriale”.

Insomma “in base a consolidato e condiviso orientamento giurisprudenziale – si legge ancora -, l’interdittiva non presuppone la prova di un fatto, ma solo la presenza di una serie di indizi in base ai quali non sia illogico o inattendibile ritenere la sussistenza di un collegamento con organizzazioni mafiose o di un condizionamento da parte di queste; tali elementi vanno considerati in modo unitario, e non atomistico, cosicché ciascuno di essi acquisti valenza nella sua connessione con gli altri”.

Queste parte delle motivazioni che hanno quindi portato il Tar al respingimento dell’istanza cautelare, almeno per quanto riguarda Siracusa. Il Comune dal canto proprio adesso dovrà prendere una decisione sulla gara di igiene urbana, perché se da una parte è già stata effettuata l’aggiudicazione definitiva, a oggi siamo quasi alla scadenza dei termini per la firma del contratto con la Tekra, seconda classificata che alla luce dell’interdittiva si è vista assegnare il servizio.


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